Milazzo: una tartaruga muore soffocata da una corda di plastica intorno al collo.

È successo ancora. Sulla spiaggia di Milazzo è stata ritrovata una tartaruga Caretta caretta morta soffocata a causa di una corda di plastica intorno al collo. E non solo, sembrerebbe che la tartaruga abbia anche ingoiato un palloncino di plastica. 

Ricordiamo che le tartarughe sono tra le specie marine più a rischio, tra le cause l’inquinamento da plastica. I principali pericoli per la sopravvivenza delle tartarughe marine presenti nel mar Mediterraneo risultano essere legati all’attività antropica: pesca, turismo intensivo, contaminazione e intrappolamento nei rifiuti.

Il monitoraggio effettuato sulle tartarughe Caretta caretta, nell’ambito dell’indagine MedSeaLitter finanziato dall’Ue, ha rivelato la presenza di oggetti e frammenti plastici nel tratto digestivo di oltre il 65% delle tartarughe Caretta caretta esaminate e nel 50% dei pesci Boga. 

Le tartarughe, già decedute, erano state recuperate  tra il 2017 e il 2018 in Spagna, Francia, Italia e Grecia grazie alle “Reti Nazionali Spiaggiamenti” presenti in molti paesi del Mediterraneo per studiare le cause dei decessi e garantire di conseguenza il monitoraggio sanitario delle specie marine.

Gli oggetti galleggianti ritrovati più di frequente in mare provengono dal settore pesca e da quello legato al cibo: il 23% sono cassette di polistirolo, il 16% bottiglie di plastica, il 15% frammenti di oggetti non riconoscibili, il 13% buste di plastica e l’11% frammenti di polistirolo.

Il caso della tartaruga di Milazzo è l’ennesimo segnale di come la grande quantità di plastica presente nei nostri mari stia mettendo in pericolo la vita di tanti esemplari marini.

Non esiste un Pianeta B. Ambiente Mare Italia invita non solo i cittadini, ma anche le aziende, le piccole e le medie imprese a fare il primo passo per liberare il mare dalla plastica. Un mare libero dalla plastica è un sogno possibile con l’aiuto di tutti.

Se sei un’azienda e desideri intraprendere un percorso ecosostenibile scrivi a noplastic@ambientemareitalia.org

C’è un’Italia che ha capito, facciamola crescere insieme.

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