Giornata della biodiversità. AMI: i nostri consigli per tutelare gli organismi impollinatori.

LE API SONO FONDAMENTALI ALLA TUTELA DEL NOSTRO PIANETA E AGISCONO SUGLI ECOSISTEMI DELLA TERRA

Il 22 maggio è la Giornata della Biodiversità che anche quest’anno, per il secondo anno consecutivo, cade nella settimana dedicata alla Natura organizzata dal Ministero della Transizione Ecologica. Dal 18 al 24 maggio si concentrano importanti appuntamenti che riguardano la valorizzazione dei beni culturali nei Parchi, la tutela della biodiversità, la protezione delle api e delle tartarughe.

Ambiente Mare Italia – AMI in occasione della settimana dedicata alla Natura e della Giornata della Biodiversità, sceglie di dedicare la sua attenzione alla tutela degli organismi impollinatori, un tema importante per la salvaguardia della biodiversità e che riguarda tutti, in quanto tocca il fabbisogno alimentare di tutti i Paesi del mondo.

“Le api colorano la nostra Terra e garantiscono la biodiversità vegetale –  afferma Alessandro Botti, Presidente di Ambiente Mare Italia –. Oggi sentiamo spesso parlare di organismi impollinatori e di quanto alcuni insetti come api, bombi, vespe e farfalle siano importanti e fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi, ma troppo poco sappiamo sul pericolo della loro estinzione e sulla quotidiana lotta che combattono contro i pesticidi e gli antiparassitari”.

E aggiunge – “questi insetti interagiscono con il mondo vegetale, garantendo alle piante il completamento del loro ciclo riproduttivo. Non solo miele, dunque, ma anche frutta e verdura, come: mele, pere, ciliegie, albicocche, meloni, pomodori, zucchine, carote, cipolle e foraggi per gli allevamenti dipendono dal lavoro delle nostre api”.

Secondo la Fao, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, “ben 71 delle circa 100 specie di colture che forniscono il 90% del cibo nel mondo sono impollinate dalle api”.

L’impollinazione – afferma la dott.ssa Ilaria Falconi, Responsabile per Ambiente Mare Italia – AMI dell’Area Terra, Suolo e Agricoltura sostenibile – rappresenta un servizio eco-sistemico intermedio di regolazione necessario alla tutela della Terra, da cui dipende la fecondazione e la produttività agricola. L’impollinazione, quindi, può aumentare la resa, la qualità e la stabilità dei frutti e delle colture da seme”.

Le api per garantire l’impollinazione necessitano di tre elementi: luoghi adatti a nidificare, cibo (fiori) sufficiente e disponibilità d’acqua nei pressi dei loro siti di nidificazione.

Di seguito Ambiente Mare Italia – AMI suggerisce alcune precauzioni da adottare per garantire il benessere degli agenti impollinatori:

Partiamo dai fiori, occorre individuare specie vegetali ricche di nettare e polline, autoctone e con fiori profumati di colore bianco, giallo, arancione, blu, porpora e violetto. Le specie vegetali idonee sono quelle aventi fioriture prolungate e attive da marzo ad ottobre, ovvero essenze con fioriture primaverili precoci al fine di fornire polline per le nuove covate dopo il riposo invernale e/o autunnali tardive.

– Le specie da evitare sono tutte quelle infestanti, come ad esempio l’ailanto e la robinia e poi le specie con polloni e radici invadenti, specie allergeniche, piante velenose, specie con spine o che necessitano di cure con prodotti fitosanitari costanti e infine, tutte le varietà a fiore doppio, poiché i loro numerosi petali non permettono alle api di raggiungere il loro nutrimento.

Le specie idonee sono il tiglio, l’acero campestre, il caprifoglio, il prugnolo, il salicone, il ciliegio, il sanguinello, il glicine, il corniolo, la spirea, il ligustro, la lillà, le piante aromatiche (rosmarino, salvia, menta, timo, lavanda e origano) ed erbacee (crochi, aster e borragine).

E non solo. Tutti possiamo fare la nostra parte, scopriamo come:

Riducendo i fenomeni di erosione e degrado connessi a un cattivo uso della risorsa suolo attraverso la diffusione di pratiche agronomiche conservative e all’efficientamento del sistema di riuso della sostanza organica agricola (ad es. deiezioni zootecniche, digestato, biogas, sottoprodotti e scarti).

–  Riducendo il rischio di contaminazione delle matrici ambientali connesso all’uso dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti attraverso la diffusione di metodi di produzione sostenibile o la maggiore diffusione di tecniche e tecnologie moderne e innovative.

Scegliendo l’agricoltura biologica perché non utilizza antiparassitari, erbicidi, o concimi chimici, ma metodi naturali per assicurare la produttività delle piante. Inoltre, si serve di risorse rinnovabili, riciclando anche rifiuti vegetali e animali, per migliorare e mantenere la fertilità del suolo.

Acquistando generi alimentari a “Km zero”; questa non è solo una scelta più sostenibile per l’ambiente, ma ci permette di valorizzare le realtà locali e mangiare prodotti stagionali freschi, più ricchi anche dal punto di vista nutrizionale.

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