Il Tar Sicilia contro ordinanze “Plastic Free”.

La Federazione Gomma Plastica/Unionplast ha ottenuto dal Tar della Sicilia una decisione favorevole di sospensione delle ordinanze “Plastic Free” dei Comuni di Trapani e Santa Flavia.

“Leggo rattristato della decisione del Tar siciliano che ha sospeso le ordinanze ‘Plastic Free’ dei Comuni di Trapani e Santa Flavia, in provincia di Palermo, su istanza delle aziende produttrici di plastica monouso – ha commentato il Presidente di AMI, Alessandro Botti – Ritengo che sia ormai maturo il tempo per i produttori di plastica usa e getta di avviare l’inevitabile processo di conversione industriale che li attende, producendo manufatti con materiali alternativi alla plastica e orientando i consumi dei loro clienti in favore di essi”.

Nei mesi scorsi i Sindaci dei due Comuni siciliani avevano emanato delle ordinanze per vietare l’utilizzo di piatti, posate, bicchieri e altri prodotti in plastica monouso, anticipando la direttiva Ue che a breve vieterà l’uso della plastica usa e getta. “Piuttosto che perseguire fatui, inutili e antistorici successi giudiziari – ha aggiunto Botti – ritengo che sarebbe per tutti loro e per il pianeta più utile che ispirassero la loro attività industriale ai principi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, della direttiva Ue che a breve vieterà l’uso della plastica usa e getta e dei plurimi richiami del nostro Ministro dell’Ambiente“.

“Il ricorso – si legge in una nota stampa della Federazione Gomma Plastica/Unionplast – è stato motivato dall’assenza dei presupposti di necessità e urgenza e dal rischio di provocare inutilmente danni gravi alle imprese e ai loro occupati”.

A tale dichiarazione il Presidente di AMI replica che “E’ ora di finirla. E’ ora di ridefinire i nostri consumi. E’ ora che si comprenda come le aziende che scelgono l’ambiente e la sostenibilità guadagnano in reputazione, competitività e fatturato. Esistono materiali alternativi alla plastica, esistono posate e stoviglie in materiale non inquinante, esiste un’industria ecosostenibile con centinaia di migliaia di operatori e lavoratori, esiste un mercato che deve essere agevolato. Certo non dimentichiamo che esiste anche un’industria che produce plastica monouso e quest’industria deve essere sostenuta nella sua azione di conversione, laddove tale azione esista”.

“Oggi – conclude Botti – si sono confrontate le solite due logiche: da una parte una visione miope della produzione, del guadagno ora e subito, dall’altra la consapevolezza che non sia più procrastinabile l’adozione di un modello di sviluppo ispirato a principi di sostenibilità e solidarietà, che sia quindi in grado di rispondere alle esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie. Da quanto leggo devo ritenere che oggi, purtroppo, abbia vinto la prima”.

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