Fruppo Grendi

Il Gruppo Grendi mette al bando la plastica monouso. Risparmiate oltre 105 mila bottigliette all’anno.

Oggi vogliamo raccontarvi la storia della più antica casa di spedizioni italiana ancora attiva. Il Gruppo Grendi , fondato nel 1828, è la storia di una famiglia di pionieri genovesi che nonostante i cambiamenti  degli ultimi due secoli è riuscita a trasformare la sua impresa, adattandola al contesto dei sistemi dei trasporti.

Costanza Musso, Amministratore delegato e Cavaliere del Lavoro della M.A.Grendi dal 1828 ci ha dedicato un po’ del suo tempo per parlarci  di come la sua azienda stia cogliendo la trasformazione ambientale delle imprese. 

Dottoressa Musso, quella del gruppo Grendi è una storia molto affascinante. Chi non è all’interno della vostra realtà, non conosce tutta la professionalità che si nasconde dietro alla vostra azienda. Qual’è stato il segreto del vostro successo? 

“Ci sono tanti segreti. Uno di questi  è sicuramente legato alla volontà di una famiglia genovese che ha creduto molto in questa missione. Le aziende di famiglia alle origini sono piccole realtà che crescono e si evolvono grazie a diversi fattori: il senso di responsabilità nei confronti dell’azienda, delle persone che ci lavorano e nei confronti del territorio nel quale si lavora. La nostra è un’azienda  gestita da sei generazioni dalla stessa famiglia. Fino alla precedente generazione, prima della mia, si trattava di un mestiere storico genovese, quello dello spedizioniere, oggi, senza mai smettere di esserlo, siamo diventati anche trasportatori, armatori, terminalisti”. Oggi la Grendi si occupa soprattutto del sud Italia, Sardegna, dove si segue tutta la catena logistica”.

“Gli altri segreti del successo di un’azienda di famiglia come la nostra  sono  l’innovazione e la flessibilità. L’innovazione ha sempre rivestito una grande importanza all’interno della Grendi. Ogni processo innovativo ha portato un cambiamento importante per l’azienda con grandi ritorni in termini di sviluppo. Per fare degli esempi,  la generazione prima della mia ha costruito la prima nave portacontainers del Mediterraneo che portava 20 container. Nell’arco di 60 anni, nel Mediterraneo, si è passati da 20 a 20 mila. Un’altra innovazione marittima molto importante è stata quella della tecnologia della  cassette che prevede il posizionamento dei container sulle cassette all’interno del terminal, in doppia altezza, e poi il trasferimento a bordo utilizzando un apposito translifter. Le caratteristiche tecniche del translifter permettono un posizionamento delle cassette a bordo molto rapido e preciso, consentendo un’ottimizzazione degli spazi della nave. Con il carico preparato in anticipo, le operazioni di imbarco e sbarco si riducono notevolmente, con la possibilità di andare più piano in mare e di consumare meno anche nell’ottica di una maggiore sostenibilità ambientale che si traduce un risparmio di emissione di co2 di circa il 40 per cento rispetto allo stesso trasporto fatto dalla concorrenza. Essere flessibili, invece, ci ha permesso negli anni di adattarci  ai cambiamenti del mercato”.

La sostenibilità ambientale interessa tutti i settori produttivi. Per Grendi è più una sfida o un’opportunità? 

“E’ una grossa opportunità. Perché noi abbiamo un tipo di tecnologia assolutamente diversa , che è quella del container e del porta container, del terminal. Nessuno dei nostri competitors ha la nostra tecnologia   e nessuno usa e  i nostri mezzi. Questo ci permette di avere delle economie di scala sia dal punto di vista economico che ambientale. Con la nostra tecnologia marittima, trasporti molto di più e consumi di meno a pezzo trasportato. Se questa tecnologia si potesse abbinare anche al trasporto ferroviario, il paese ne ricaverebbe degli enormi vantaggi.  Ma ahimè, purtroppo in Italia la ferrovia è una chimera e la tempistica che la logistica richiede non è compatibile con il traffico ferroviario. Tutti questi problemi dei viadotti Liguri, ad esempio, ci devono spingere a dover ripensare il modello logistico attorno al quale ci stiamo muovendo”. 

La vostra realtà vi porta ogni giorno vicino al mare. Liberi dalla plastica è un progetto che ci sta molto a cuore. Secondo una vostra citazione ” Oggi il momento è maturo e va colto “. In che modo state cogliendo questo momento?

“Il nostro progetto “Liberi dalla Plastica”  tende ad abolire l’utilizzo della plastica dalla nostra vita quotidiana lavorativa attraverso l’abolizione delle bottigliette d’acqua utilizzate tutti i giorni in azienda. Verranno installate macchinette con filtro ed erogatore per tutte le filiali del Gruppo Grendi e per Natale ogni dipendente riceverà in regalo una borraccia con il marchio e il suo nome. Questa iniziativa ci permetterà di risparmiare 105.000 bottigliette all’anno, che vuol dire circa 1000 chili di plastica all’anno, che possiamo sperare di non disperdere nell’ambiente. Non sono numeri enormi, ma  accompagneremo questa iniziativa con una una campagna di sensibilizzazione  in tutta l’azienda. L’altro obiettivo in studio è quello di  ridurre la plastica all’interno dei magazzini entro nel 2020. 

Scopri anche tu come liberare la tua azienda dalla plastica sul nostro sito www.liberamidallaplastica.it

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