IL FUTURO DELLE COLTIVAZIONI BIOLOGICHE: L’AGRICOLTURA BIORIGENERATIVA

In pianura padana, nella zona agro-industriale più attiva d’Europa, si sta diffondendo un nuovo e innovativo concetto di agricoltura. Dalla visionaria idea di NeoruraleHub nasce l’idea di agricoltura “biorigenerativa” che prende spunto dal sistema dell’economia circolare, applicandolo agli equilibri ecosistemici naturali del suolo.

Questo nuovo modo di coltivare è una commistione tra passato e futuro, imparare dal primo per plasmare il secondo. Il termine rigenerazione infatti è utilizzato in materia per definire il processo per cui la “natura”, nelle giuste condizioni, è in grado di autoalimentarsi. Da qui parte l’idea di NeoruraleHub di dare questa possibilità ai terreni agricoli.

L’innovazione e l’ecocompatibilità della pratica sta nel concepire il ruolo dell’agricoltore non solo come imprenditore e fruitore dei beni del suolo, ma come fornitore di servizi ecosistemici e tutore del territorio creando un polmone verde intorno alle città. NeoruraleHub sui propri terreni ha creato una rete di canali e dighe in modo che lirrigazione avvenga in modo naturale, senza idrovore che consumano combustibili per portare l’acqua. Al posto di abbattere alberi, ha piantato varietà autoctone e rimesso le siepi a delimitare i campi.

Questi interventi sono serviti per ridare vita ai microorganismi sottostanti il suolo e rendere i terreni più ricchi di nutritivi senza utilizzare fertilizzanti grazie alle sostanze deposte naturalmente dalle acque di inondazione e con le deiezioni di animali lasciati liberi, registrando così una fertilità tre volte maggiore delle risaie circostanti. Il cerchio viene chiuso con il Nutrient Recovery Center, un sistema innovativo di digestione termofila dei rifiuti umidi urbani, reflui di allevamenti e scarti agricoli: virus e batteri sono eliminati dal calore della digestione, si ricava un fertilizzante che varia la viscosità in base all’energia che viene immesso nel terreno. Una volta irrigato, gli elementi nutritivi passano nel terreno e in una soluzione solubile vengono assorbiti dalle piante senza dover rivoltare il terreno, tutelando così gli organismi del sottosuolo che danno linfa alla terra.

I capannoni inoltre sono autoalimentati da un sistema integrato dei acque di falda, pompe di calore e panelli fotovoltaici che insieme garantiscono un sistema di produzione di energia a totale impatto zero.

Agricoltura che rispetta l’ambiente, anzi lo riporta alle sue condizioni naturali primigenie, produce profitti, offre lavoro e da nuova vita ai terreni stessi.

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