Conversione ecologica: i primi passi delle grandi imprese.

La sostenibilità ormai è un mantra per moltissime imprese medio-grandi. La maggior parte dei colossi imprenditoriali mondiali sta investendo molto, per le proprie filiere, nella conversione ecocompatibile dei propri prodotti e dei processi di produzione.

Le ragioni secondo cui ciò è necessario hanno una doppia matrice, di interesse esterno e interno.

1) La prima, di interesse esterno, è attinente al rispetto delle politiche internazionali in tema di emissioni, che spingono il mercato della produzione verso una conversione sostenibile delle aziende.

2) Nella seconda prevale, invece, un interesse interno: la sostenibilità della propria impresa crea affidabilità nell’ottica di finanziamenti esterni a lungo termine e, nonostante le spese, garantisce margini di guadagno in termini di immagine e fidelizzazione con futuri clienti.

Per questo motivo molte delle più grandi imprese sulla Terra si sono attivate per rendersi competitive in termini ecologici, come Hbc Coca Cola, che ha stilato un Piano di azzeramento delle emissioni entro il 2040, prevedendo in molti dei propri comparti una “rivoluzione sostenibile”. Uno degli ambiti su cui il colosso alimentare ha investito più concretamente è quello del packaging, introducendo il materiale rPET, che è ad oggi il più utilizzato all’interno delle filiere. Il polimero deriva ovviamente dalla plastica (PET) che subisce particolari lavorazioni chimiche e meccaniche, come la riduzione a fiocchi, divenendo appunto riciclato e riutilizzabile al 100%.

Ci sono altri casi emblematici di questa conversione, come la McDonald che in ambito logistico, con il partner HAVI, ha messo a punto un Piano di sostenibilità dei propri mezzi a carburante con l’obiettivo di utilizzare entro il 2030 carburanti alternativi e ecocompatibili.

In ambito energetico, invece, Google è stato una dei primi colossi mondiali a rendere la propria sede a impatto zero, garantendo così le necessità energetiche della propria impresa, non più tramite combustibili, ma grazie all’utilizzo di pannelli solari e fonti rinnovabili.

Un segnale importante a testimonianza della comune necessità di misure concrete verso un cambiamento ecologico che permetta di conseguire il vero “guadagno”, ovvero la salute del nostro Pianeta. 

Se sei una piccola e media impresa e desideri portare avanti all’interno della tua realtà un percorso di transizione ecologica, entra a far parte della prima mappa della sostenibilità ambientale, LiberAmi dalla plastica. Per saperne di più scrivi a noplastic@ambientemareitalia.org 

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