Abbandono di rifiuti, incendi boschivi e disastri ambientali. Inasprite le pene.

La nuova legge 137/2023, entrata in vigore il 10 ottobre 2023, trasforma la fattispecie di abbandono di rifiuti compiuto da soggetti che non sono titolari di imprese o responsabili di Enti da illecito amministrativo a reato contravvenzionale, punito con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

La pena è aumentata sino al doppio se l’abbandono riguarda rifiuti pericolosi. In precedenza la norma prevedeva una sanzione amministrativa pecuniaria da 300 a 3.000 euro.

La disposizione si applica “fatto salvo quanto disposto dall’articolo 256, comma secondo” del D.Lgs. 152/2006, che prevede la pena dell’arresto e/o dell’ammenda fino a 26 mila euro per i titolari di imprese e i responsabili di Enti che abbandonano rifiuti.

Altre importanti misure in materia ambientale prevedono:

  • pene più severe per il reato di incendio boschivo e l’allargamento del piano di applicazione del reato alle “zone di interfaccia urbano-rurale”, ovvero quelle aree nelle quali l’interconnessione tra strutture antropiche e aree naturali è molto stretta;
  • estensione a nuovi reati ambientali (tra cui traffico illecito di rifiuti e traffico di materiale radioattivo) della “confisca del denaro, dei beni o delle altre utilità di cui il condannato non può giustificare la provenienza“;
  • aumenti di pena in caso di inquinamento e disastro ambientale.

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