Un mare da salvare

La plastica è ovunque, ma oggi vogliamo andare in una delle località più belle del nostro paese: il Salento.

Sulla spiaggia di San Cataldo, circa un mese fa, sono state ritrovate due carcasse di tartaruga Caretta caretta, probabilmente i due esemplari marini avevano ingerito della plastica. Il caso ha nuovamente  portato a riflettere sullo stato in cui versa il Mar Mediterraneo.

Infatti, nonostante nel Mediterraneo non si formino le isole di plastica come nell’Oceano, la plastica lo sta danneggiando fortemente e gli animali che lo popolano sono sempre più a rischio. Secondo i dati del progetto MedSeaLitter finanziato dall’Ue e  realizzato grazie ad una rete di collaborazione tra Aree Marine Protette – supportate da istituti di ricerca, associazioni ambientaliste e università di 4 Paesi UE (Italia, Spagna, Francia e Grecia) “in mare gli oggetti galleggianti più frequenti provengono dal settore pesca e da quello legato al cibo: il 23% sono cassette di polistirolo, il 16% bottiglie di plastica, il 15 frammenti di oggetti non riconoscibili, il 13 % buste di plastica e l’11% frammenti di polistirolo.Il monitoraggio effettuato ha rivelato anche la presenza di oggetti e frammenti plastici nel tratto digestivo di oltre il 65% delle tartarughe Caretta caretta esaminate e nel 50% dei pesci Boga.  Lo studio è stato eseguito su oltre 130 esemplari di tartaruga marina Caretta caretta, già decedute, recuperate grazie alle reti di spiaggiamento tra il 2017 e il 2018 in Spagna, Francia, Italia e Grecia.

Inoltre di pochi giorni fa molti giornali hanno pubblicato il video di un famoso apneista italiano, Francesco Sena, noto anche perché durante le sue immersioni documenta lo stato dei nostri mari. A gennaio Francesco racconta di aver trascorso una giornata di pesca, nella zona di Gallipoli, sullo stesso peschereccio in cui era stato già 4 anni fa. I due video sono stati messi a confronto e dal video si può facilmente vedere come il problema della plastica stia diventando sempre di più un’emergenza ambientale di cui ci dobbiamo occupare. 

Noi di Ambiente Mare Italia lo stiamo già facendo, ma per fare la differenza abbiamo bisogno del contributo di tanti che come noi credono sia possibile realizzare il sogno di un mare libero dalla plastica.

Per scoprire come fare ad essere geolocalizzati all’interno di LiberAmi dalla plastica, scriveteci! noplastic@ambientemareitalia.org

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