Secondo la Corte dei Conti Europea, l’Ue rischia di non raggiungere gli obiettivi di riciclo. Intanto, le regioni in Italia si danno da fare con il Green Deal Going Local.

Mentre molte regioni italiane rispondono positivamente al Green Deal Europeo, mettendo in atto delle buone pratiche per la sostenibilità ambientale, secondo il rapporto della Corte dei Conti Europea, l’Ue potrebbe non raggiungere gli obiettivi di riciclo prefissati nel 2018. Nel rapporto della Corte dei Conti Europea si fa riferimento in particolare ai target del 50% di riciclo degli imballaggi entro il 2025 e del 55% entro il 2030. Inoltre, il portavoce della Commissione europea per il Green Deal, Vivian Loonela, afferma che  “sono necessari sforzi significativi”. Per cui l’attuazione della strategia per la plastica del 2018 “rimane una priorità”.

Tuttavia, intanto in Italia si procede con le iniziative nell’ambito del Green Deal Going Local lanciato lo scorso giugno dal Comitato Europeo delle Regioni. Uno degli obiettivi del Green Deal è che le regioni dell’Ue siano direttamente coinvolte nella definizione, nell’attuazione e nella valutazione del Green Deal.

In Italia, infatti, molte regioni si sono mobilitate. Nelle Marche, il Fondo energia e mobilità (Fem) ha una dotazione di 16 mln di euro ed è basato sui tre pilastri di sostenibilità, mobilità ed efficienza, ed ha portato all’efficientamento energetico degli edifici pubblici, del trasporto pubblico locale e delle piccole e medie imprese.

 In Sicilia, Balestrate è diventata una città ‘green‘: tutti gli edifici pubblici sono stati efficientati, la percentuale di raccolta differenziata è arrivata sopra il 70% ed è aumentato l’uso dei mezzi alternativi alla macchina, come biciclette e mezzi elettrici. 

In Piemonte, il comune di Locana ha provvisto l’illuminazione pubblica di led a risparmio energetico, mentre quello di Novara porta avanti due progetti di forestazione. Mentre il comune di Milano intende creare comunità energetiche su territori di piccole dimensioni in grado di comunicare tra loro. 

Insomma sono tante le buone pratiche che le Regioni stanno mettendo in piedi. Ritorneremo presto sull’argomento per entrare più nel dettaglio. 

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