Mattoncini Lego in plastica trovati negli oceani. Uno studio inglese rileva i tempi di degradazione dei giocattoli più amati al mondo.

I mattoncini Lego hanno una lunga storia e hanno fatto parte delle vite di tante generazioni di grandi e bambini. I primi mattoncini di Lego in plastica, alternati alle produzioni di legno, nascono nel 1947, quando Ole Kirk Kristiansen, un falegname di Billund in Danimarca fondatore della Lego, e suo figlio creano i primi esemplari di mattoncini in plastica. Da quel momento, i mattoncini di plastica sono entrati nelle case di tante famiglie del mondo intero. 

Oggi, gli effetti della produzione di giocattoli di plastica è purtroppo visibile negli oceani e nei mari. A denunciare gli effetti dell’inquinamento dei giocattoli in mare, in particolare dei mattoncini Lego, è uno studio inglese che ci aiuta a capire quanto tempo questi oggetti impiegano a degradarsi in mare.

I ricercatori inglesi hanno scelto per la loro indagine i mattoncini Lego, spiegando che sono stati tra i reperti di plastica più diffusi trovati dai volontari nelle spiagge. 

La ricerca rivelerebbe che, “solo nel Regno Unito negli ultimi anni, circa 2 milioni di mattoncini siano finiti negli scarichi, nelle fogne e in fine in mare”

I ricercatori hanno raccolto i mattoncini trovati nelle spiagge, li hanno datati confrontandoli con i mattoncini collezionati da tanti appassionati del mondo intero, successivamente hanno pesato i mattoncini custoditi dai collezionisti e quelli recuperati in spiaggia, scoprendo i tempi di erosione di questi oggetti.

I mattoncini recuperati in mare avevano perso tra il 3 per cento e il 40 per cento del loro peso dopo decenni trascorsi dispersi nell’ambiente.  Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Environmental Pollution, un solo pezzettino di Lego può impiegare dai 100 ai 1.300 anni prima di degradarsi completamente. Questo risultato dovrebbe incentivare lo smaltimento corretto dei rifiuti. 

Oggi uno dei principali obiettivi dell’azienda Lego sarà quello di diventare green entro il 2030, con importanti investimenti nella ricerca e nello sviluppo di nuove materie prime sostenibili, sia per la produzione che per il packaging.

Dopo una breve pausa estiva, Ambiente Mare Italia – AMI torna con aggiornamenti, informazioni e suggerimenti per ridurre l’inquinamento da plastica negli oceani e nell’ambiente. Non esiste un Pianeta B. Seguiteci.

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