Plastica monouso: cosa cambia con la direttiva SUP.

Nel 2019 il Parlamento europeo con la Direttiva SUP ( single-use plastics) introduceva il divieto alla vendita di alcuni prodotti in plastica monouso quali: bastoncini cotonati, piatti e posate usa-e-getta (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette), cannucce, mescolatori per bevande, aste per palloncini, articoli monouso  in oxo-degradabile, i contenitori con o senza coperchio (tazze, vaschette con relative chiusure) in polistirene espanso (EPS) per consumo immediato (fast-food) o asporto (take-away) di alimenti senza ulteriori preparazioni, e contenitori per bevande e tazze sempre in EPS.

Secondo l’art.3 della direttiva SUP “gli unici polimeri esclusi dal divieto sono quelli naturali non modificati chimicamente”. Dunque tutte le così dette bioplastiche e le plastiche vegetali, siano esse derivate da fonti rinnovabili (totalmente o parzialmente) o da quelle petrolchimiche, rientrerebbero tra i polimeri modificati chimicamente e quindi sarebbero di fatto vietati dalla Direttiva SUP.

Tutti i paesi europei sono ora chiamati, entro il 3 luglio 2021, a recepire la direttiva, anche per evitare l’avvio della procedura d’infrazione.

La legge di recepimento italiana introdurrebbe due novità: la prima è l’inclusione esplicita dei bicchieri di plastica tra i prodotti monouso soggetti ad una riduzione dell’impiego, equiparati alle tazze per bevande. La seconda novità del decreto è l’apertura agli articoli monouso in plastica compostabile “certificata conforme allo standard europeo della norma UNI EN 13432 e con percentuali crescenti di materia prima rinnovabile” laddove “non sia possibile l’uso di alternative riutilizzabili ai prodotti di plastica monouso destinati ad entrare in contatto con alimenti.

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