Modelli di business alternativi per diventare un’impresa plastic free.

Ogni anno milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare. La plastica, sotto forma di microplastiche, viene ingerita da pesci e molluschi e gli effetti sulla salute sono ancora incerti e sconosciuti, ma potrebbero essere pericolosi. 

Per questo, l’impegno dell’Associazione AMI, Ambiente Mare Italia in tema di promozione della riduzione della plastica monouso tra le aziende continua a crescere.

“E’ sempre più necessario agire su diversi fronti, interviene Alessandro Botti, Presidente di AMI, Ambiente Mare Italia. Uno di questi è sicuramente quello di continuare a promuovere azioni di riciclo della plastica. Ma per raggiungere l’obiettivo di un mare libero della plastica dobbiamo fare molto di più e ridurre il più possibile l’uso della plastica monouso e tutti gli  imballaggi multi materiali che inquinano il nostro mare”.

Uno degli obiettivi di AMI è infatti quello di promuovere all’interno delle aziende e delle imprese italiane modelli di business  alternativi e all’avanguardia.

Una vera innovazione e un esempio da seguire in questo senso è arrivata circa un anno e mezzo fa dalla Ellen MacArthur Foundation, una Fondazione privata Statunitense che promuove lo sviluppo dell’economia circolare. 

La Fondazione ha lanciato tra le sue iniziative una sfida alternativa rivolta alle Start Up : “la Circular Materials Challenge”. 

Secondo quanto si apprende dagli organi di stampa specializzati in tematiche ambientali, scienziati, designer e professionalità competenti nel settore si sarebbero sfidate, ripensando in maniera totalmente radicale la realizzazione degli imballaggi. 

I vincitori della sfida hanno ricevuto una quota del premio di 2 milioni di dollari da investire nello sviluppo delle proprie idee eco-sostenibili. 

Si tratta di idee molto originali che propongono modelli alternativi agli imballaggi classici.

Tra i vincitori del premio,  la Start Up MIwa, ha realizzato un perfetto ecosistema aziendale che collega i produttori, i rivenditori e i clienti. 

Si tratta molto semplicemente di contenitori riutilizzabili,  oggi  utilizzati da molte attività attente alle tematiche ambientali, che vengono riempiti o svuotati a seconda delle necessità. 

In pratica si legge su green.it, “il produttore riempie il contenitore e lo consegna al negozio dove è presente un magazzino appositamente pensato.  Durante la spesa, il prodotto viene trasferito direttamente dal contenitore del produttore ad un contenitore del cliente”.

Per facilitare la comunicazione tra l’acquirente e i rivenditori,  Miwa ha realizzato anche una applicazione. 

Anche in Italia si trovano aziende che stanno  applicando sempre di più principi di economia circolare. Ma per raggiungere dei risultati soddisfacenti è necessario l’impegno di tutti. 

Se vuoi scoprire quali strategie e buone pratiche ambientali può adottare la tua azienda scrivici o contattaci: noplastic@ambientemareitalia.org o 06.3213805.

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