L’EQUILIBRIO DELLA BIODIVERSITA’ A RISCHIO

IL CASO DELLA MORIA DI TARTARUGHE SULLE COSTE ADRIATICHE

Nelle ultime settimane, sulle coste adriatiche di Marche ed Emilia-Romagna, è stata riscontrata da associazioni locali ed esperti di biologia marina una preoccupante moria di tartarughe marine.

L’allarme è stato lanciato dalla Fondazione Cetacea onlus di Riccione i cui volontari sono in prima linea nella salvaguardia della fauna marina.

L’attività di recupero è stata definita preoccupante, dal momento che solo nel mese di ottobre sono state ritrovate, a seguito delle frequenti mareggiate, circa 15 tartarughe fortemente debilitate. Tutte di piccole dimensioni (sui 20-24 centimetri di carapace) con un peso che non supera il chilo.

Le cause non sono ancora state stabilite, ma le condizioni di salute degli esemplari di Caretta caretta erano  gravi; la maggior parte infatti, affette da decalcificazione, anemia, carenze vitaminiche, infestate da molluschi parassiti, non sono sopravvissute alle prime 24 ore di trattamenti clinici.

Un fenomeno, a detta degli esperti, raro e preoccupante che sottolinea la necessità di una maggiore cura dell’habitat di inserimento dei carapaci.

Il Piano di “Tutela della Biodiversità” previsto dalle politiche ambientali della Nazioni Unite è stato elaborato proprio per prevenire ed evitare avvenimenti come questi.

Il termine “biodiversità” infatti viene definito come la variabilità di tutti gli organismi viventi inclusi negli ecosistemi acquatici, terrestri e marini e nei complessi ecologici di cui essi sono parte, comprese le interazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente fisico che caratterizzano i diversi ecosistemi, garantendo la loro resilienza, il loro mantenimento in un buono stato di conservazione.

E’ proprio la tutela degli ecosistemi il modello attuativo delle politiche relative alla difesa della biodiversità e in questo senso, in Italia, il Ministero della Transizione Ecologica insieme alla Direzione Generale per il Mare e le Coste hanno improntato un progetto per la conservazione dell’habitat marino tramite la costituzione delle “Aree Marine Protette”(AMP).

Il programma ha indicato come obiettivo prioritario, per l’anno 2021, l’implementazione del trasporto pubblico locale a zero emissioni all’interno dei territori nei quali insistono le Aree marine protette (AMP) e i Parchi sommersi, incrementando l’efficienza energetica e incoraggiando il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni.

Un Piano, quindi, che prevede un’attività di tutela degli ecosistemi coordinata con l’opera di evoluzione ed efficientamento energetico delle attività umane, realizzando la sempre più urgente e necessaria Transizione Ecologica.

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