La storia di Gabriele e della tartaruga intrappolata nella plastica

Ci ha commossi la storia del piccolo Gabriele, che la scorsa settimana ha trovato, nel litorale di Muravera in Sardegna, un esemplare di tartaruga marina della specie caretta caretta intrappolato nella plastica. Il bambino non ha perso tempo, ha immediatamente allertato i suoi genitori, che a loro volta hanno lanciato la segnalazione al Corpo Forestale del posto. La tartaruga era in difficoltà e a pochi metri dalla riva.

Al suo arrivo, il Corpo Forestale ha ritrovato la tartaruga accanto al bambino avvolta in un groviglio di plastica. La fotografa, scattata dal Corpo Forestale, di Gabriele accanto alla tartaruga ha commosso tutti e ha fatto il giro del web. La tartaruga è stata presa subito in carico ed è stata ricoverata nella clinica veterinaria Due Mari, lì è stata sottoposta ad un intervento chirurgico per la rimozione di un amo incastrato nella bocca.

Purtroppo, il grande cuore del piccolo Gabriele non è bastato a salvare la tartaruga, che non ce l’ha fatta. I veterinari del CReS di Oristano hanno spiegato che, “l’animale, nonostante avesse superato l’intervento chirurgico per l’estrazione dell’amo, non è riuscito a superare una crisi dovuta a un groviglio di lenza e plastica che aveva ingerito e che ne ha determinato l’occlusione intestinale, provocando un’infezione che ne ha poi determinato la morte prima che potesse intervenire con altro intervento chirurgico”.

Recenti dati pubblicati sul sito della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea hanno rappresentato uno scenario drammatico e hanno confermato che ad essere maggiormente colpite dai rifiuti di plastica in mare sono le specie marine.

In particolare, il monitoraggio effettuato ha rivelato la presenza di oggetti e frammenti plastici nel tratto digestivo di oltre il 65% delle tartarughe caretta caretta esaminate e nel 50% dei pesci Boga. Lo studio è stato eseguito su oltre 130 esemplari di tartaruga marina Caretta caretta, già decedute. Tra gli oggetti identificabili trovati nel tratto digestivo delle tartarughe sono stati identificati, frammenti di etichette di birra, bastoncini di lecca-lecca, palloncini e involucri di caramelle.

“Abbiamo seguito questa vicenda con grande patos, commenta l’Avv. Alessandro Botti, presidente di Ambiente Mare Italia, AMI. Purtroppo quanto accaduto è l’ennesimo segnale di come la grande quantità di plastica presente nei nostri mari stia danneggiando gli esemplari marini, proprio come la tartaruga caretta caretta ritrovata dal piccolo Gabriele e ribattezzata con il suo stesso nome. Non possiamo continuare ad essere spettatori silenti di questi drammatici avvenimenti. Per questo invitiamo tutti a prestare attenzione ai piccoli gesti quotidiani. Bastano semplici e buone pratiche per ridurre considerevolmente l’uso della plastica nella vita di tutti giorni”.

Ambiente Mare Italia invita non solo i cittadini, ma anche le aziende, le piccole e le medie imprese a fare il primo passo per liberarci dalla plastica.

Un mare libero dalla plastica è un sogno possibile con l’aiuto di tutti.

Scrivete a noplastic@ambientemareitalia.org Tel +39 063213805.

C’è un’Italia che ha capito, facciamola crescere insieme. Scopri i nostri progetti.

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