INTERNET: L’IMPATTO ECOLOGICO E’ QUELLO DI UN GRANDE STATO!

Internet e le funzioni annesse ad esso sono ormai una parte integrante delle nostre vite. Le possibilità di utilizzo del network sono infinite e toccano ogni ambito della nostra quotidianità rendendoci tutto molto più semplice. Ma tutto ha un costo.

Ogni app, sito o dispositivo connesso ad internet e abilitato al traffico dati è collegato ad un server che per svolgere questo procedimento ha un considerevole impatto ambientale in tema di emissioni. Ogni passaggio di dati ha un costo energetico che significa a livello macroscopico grandi quantità di emissioni per alimentare ogni nostra interazione sul web o sui social media. Si stima infatti che le emissioni generate dall’utilizzo di internet ammontino circa al 3,7% delle emissioni globali, inquinamento assimilabile a quello del traffico aereo, e che tale percentuale sia in forte ascesa. Si può dire che internet inquini quanto una Nazione di grandi dimensioni.

Un esempio pratico: guardare due puntate di una serie tv (circa 1 ora) genera una quantità di emissioni tali che per assorbirle sarebbe necessaria una piantumazione di 30 alberi!

Basti pensare che in un anno un solo server produce da 1 a 5 tonnellate di CO2 equivalente e che ogni gigabyte scambiato su internet emette da 28 a 63 g di CO2. Numeri impressionanti se rapportati al fatto che circa 5 miliardi di utenti consumano una media di 10-15 giga al mese. Secondo Carbonfootprint, società di consulenza ambientale, una ricerca su Google può causare da 1 g a 10 g di emissioni di CO2. Detta così non sembra molto ma teniamo presente che Google elabora circa 47.000 ricerche al secondo, 3.5 miliardi al giorno. E’ stimato che un utente medio, dalla presenza sul network, sia responsabile dell’emissione di circa 244 kg di emissioni di CO2.

Le soluzioni però ci sono: decarbonizzare il digitale, con misure che impongano ai big dell’informatica di far ricorso a energie rinnovabili e a impegnarsi nella completa compensazione della CO2 prodotta. Negli ultimi tempi, Greenpeace ha valutato il peso dell’energia consumata dai big dell’informatica, per alimentare i loro datacenter. Apple è la società più verde, con energia pulita per più dell’83% delle rilevazioni, a cui seguono Facebook al 67%, Google al 56%, Microsoft al 32%.

FAI LA DIFFERENZA!

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E’ arrivato il momento di agire.

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