C’è un modo per evitare che la plastica finisca nello stomaco degli animali? Si, bastano tre semplici regole.

Un recente studio dimostra che “la gran parte della plastica ingerita dagli animali si sarebbe potuta riciclare”. Scopriamo come e perchè.

Oggi sappiamo molto sulle microplastiche. Molti studi ne hanno confermato la pericolosità per molte specie di animali sia acquatici che terrestri. Infatti, i piccoli frammenti di plastica finiscono nello stomaco di tanti esemplari , tra questi ci sono anche gli uccelli. 

Attraverso l’analisi del rigurgito di molte specie marine o dei detriti trovati nello stomaco di esemplari purtroppo deceduti, alcuni scienziati  hanno constatato che la maggior parte dei frammenti esaminati è  riutilizzabile più volte, come nel caso del PET.

Si è arrivati a questa conclusione attraverso il recupero di 401 uccelli rinvenuti senza vita, l’analisi della plastica ingerita dagli animali e un esame dei contaminanti chimici presenti nelle acque marine. Anna Robuck, dottoranda presso la Graduate School of Oceanography dell’Università del Rodhe Island, nonché promotrice del progetto, ha così scoperto che la contaminazione delle microplastiche riguarda il 98% degli esemplari giovani e il 60% degli adulti. 

“In media, circa 8 pezzi di plastica su 10 rimangono intrappolati nel ventriglio degli uccelli e nella maggior parte dei casi si tratta di microplastiche delle dimensioni di un’unghia. Tali frammenti provocano ferite e bloccano la normale discesa del cibo verso lo stomaco, causando anche a morte degli animali”.

La ricercatrice ha poi fatto analizzare la composizione di questi frammenti e non ci sarebbero dubbi. Si tratterebbe infatti di frammenti di plastica costituita da materiali di plastica riciclabile, come il polietilene che troviamo nelle bottiglie di shampoo e contenitori di cibo. 

Questo studio ci porta a riflettere su quanto sia importante mettere in pratica le buone pratiche per la tutela dell’ambiente. Bastano semplici regole da mettere in pratica nella vita di tutti giorni. Sono le cosidette TRE R: RIDURRE, RICICLARE, RECUPERARE. 

Liberare il mare dalla plastica non è solo un sogno, ma un obiettivo che tutti possiamo contribuire a raggiungere cambiando le nostre abitudini di vita quotidiana. Sulla nostra pagina, abbiamo messo a disposizione di tutti un kit dedicato alle famiglie da scaricare e da portare sempre con sé, a scuola e a lavoro.  Sono degli utili suggerimenti che potranno aiutarci a rinunciare progressivamente all’uso della plastica in casa e a lavoro.

Share:


News Correlate

Plastica in mare: sul tavolo dell’ONU un nuovo accordo internazionale. Ma Stati Uniti e Regno Unito si oppongono.

“Se le tendenze attuali proseguono, la quantità di plastica nei mari triplicherà entro...

Le spiagge della Toscana libere dalla plastica

Pochi mesi fa avevamo parlato di importanti segnali sul fronte della riduzione della...

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Add Comment *

Name *

Email *

Website *