Ogni anno circa 42 mila tonnellate di microplastiche primarie finiscono nell’ambiente quando si utilizzano prodotti che le contengono e circa 176 mila tonnellate di microplastiche secondarie vengono rilasciate nelle acque superficiali europee quando pezzi di plastica più grandi si usurano, secondo l’European Chemical Agency (ECHA).
Nei giorni scorsi la Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento UE si è riunita per discutere la bozza di Regolamento UE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, volta a ridurre i rifiuti e garantire che tutti gli imballaggi siano riutilizzabili o riciclabili entro il 2030.
Solo conoscendo bene com’è composto il materiale plastico e quali sono le corrette procedure per il suo smaltimento è possibile prendersi realmente cura dell’ambiente e di noi stessi e scoprire, inoltre, che non tutta la plastica è riciclabile e che la plastica non è riciclabile all’infinito. Per questi motivi è importante sensibilizzare le persone a un corretto uso e smaltimento dei materiali plastici, ma soprattutto alla riduzione dell’uso della plastica.
La plasticosi è una patologia legata all’ingestione di plastica che colpisce l’apparato digerente delle berte dai piedicarnicini (Ardenna carneipes), uccelli marini che vivono sull’isola di Lord How, nel Pacifico sud-occidentale, a oltre 600 chilometri dalle coste australiane, come recentemente dimostrato da uno studio pubblicato sul Journal of Hazardous Materials.
Il termine “Blue Carbon” indica l’anidride carbonica sottratta all’atmosfera e immagazzinata dagli oceani e dagli ecosistemi marini e costieri di tutto il mondo.
Le Aree Marine Protette garantiscono la tutela e la conservazione del mare e della sua biodiversità. In Italia ci sono attualmente 29 aree marine protette, 2 parchi sommersi e il Santuario Internazionale dei mammiferi marini, detto anche Santuario dei Cetacei, che tutelano complessivamente circa 228 mila ettari di mare e circa 700 chilometri di costa.
In Europa i trasporti causano circa un terzo del consumo totale di energia e un quinto delle emissioni di gas serra. Per questo l’Unione europea promuove l’uso di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, al fine di garantire che i sistemi di trasporto corrispondano ai bisogni economici, sociali e ambientali della società in un settore che dipende ancora quasi interamente dai combustibili fossili.
La green economy favorisce misure economiche, tecnologiche e legislative rivolte alla riduzione dell’impatto ambientale in favore di uno sviluppo sostenibile basato sull’utilizzo di energie rinnovabili, efficientamento energetico, riciclo dei rifiuti e riduzione degli sprechi.
L’inquinamento generato dai consumi dell’Uomo è sempre più dilagante e rappresenta ad oggi una delle principali minacce per la vita degli ecosistemi naturali. La plastica è il principale agente inquinante, tanto da essere presente in ogni habitat e in gran…
L’albero di Natale che, insieme al Presepe, è uno degli addobbi più diffusi nelle nostre case, vede schierate due fazioni opposte, coloro che non rinunceranno ad un albero naturale e quelli che invece opteranno per uno sintetico. Come scegliere cercando…