ACQUE INVISIBILI: FONTE DI VITA DA PRESERVARE

 Il 22 marzo si celebra la giornata Mondiale dell’Acqua, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992. Quest’anno, la celebrazione dell’Oro blu è dedicata alle acque sotterranee e al rapporto tra l’acqua e i cambiamenti climatici. “Sono le acque invisibili, di sorgente o di falda- interviene Filippo Moretti- responsabile per Ambiente Mare Italia-Ami dell’area tematica: ‘Acqua: fonte di vita’- che generano in gran parte l’acqua che beviamo. Scorrono sotto terra e per questo ci appaiono naturalmente protette ma purtroppo non è così”. E afferma: “Le maggiori cause di contaminazione delle acque per il consumo umano sono gli scarichi industriali, che contengono grandi quantità di inquinanti, e le attività agricole attraverso l’uso dei concimi chimici, come i nitrati, ed i pesticidi per la lotta ai parassiti”. “Da considerare, inoltre- continua Moretti- che le variabili climatiche negli ultimi anni stanno determinando anche una scarsità in termini quantitativi della risorsa idrica. Sono questi i motivi per i quali diventa sempre più importante ed urgente mettere in campo le azioni più incisive per tutelare il primo bene essenziale al quale tutti gli uomini dovrebbero avere accesso garantito e gratuito: l’acqua!”

Recente è l’allarme lanciato dalla Commissione europea per l’inquinamento delle acque provocato dai nitrati contenuti nei fertilizzanti agricoli. Dalla ‘Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo’ emerge un quadro sconfortante sullo stato di inquinamento delle acque, dell’aria e del suolo e ricadute sulla salute umana e sull’ambiente. “Si stima- si legge nella Relazione- che la produzione zootecnica sia responsabile dell’81% dell’immissione di azoto proveniente dall’agricoltura nei sistemi acquatici e dell’87% delle emissioni di ammoniaca nell’atmosfera prodotte dall’agricoltura”. La direttiva 91/676/CEE sul contenimento dei nitrati nelle acque sotterranee e di superficie e il Farm to fork hanno stabilito l’obiettivo comune di ridurre almeno della metà le perdite di azoto e fosforo nell’ambiente entro il 2030.

L’acqua che beviamo fa un lungo percorso, incontrando spesso molti ostacoli. Le acque giungono sulla superficie terrestre con le precipitazioni, penetrano nel sottosuolo e costituiscono quelle acque che non vediamo “le acque sotterranee”. Entrate nel suolo, le acque occupano pian piano tutte le cavità del terreno, imbevono il sottosuolo, raggiungendo uno strato di rocce impermeabili che ne ostacola l’ulteriore discesa e si accumulano fino a formare una falda acquifera. Durante il percorso dell’acqua il terreno cambia forma e consistenza e nella falda acquifera si troveranno tutte le sostanze che l’acqua ha trovato nel terreno durante il suo viaggio. Quanto più il percorso dell’acqua sarà lungo e la falda sarà profonda, tanto più l’acqua sarà pura. Secondo la fotografia scattata dall’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) le falde acquifere italiane sono inquinate e sono sotto la media europea. Mentre in Europa il 74% delle acque sotterranee è in buono stato dal punto di vista chimico, in Italia lo è solo il 58%. In relazione alle acque di superficie, invece, la situazione è migliore rispetto agli altri paesi europei. In Italia il 41% dei bacini monitorati presenta uno status ecologico buono o elevato, contro il 39% della media Ue. “Dobbiamo rispettare ciò che beviamo; dobbiamo rispettare la nostra salute- afferma il presidente di Ambiente Mare Italia-Ami, Alessandro Botti– Ami chiede maggiore attenzione nella ristrutturazione delle infrastrutture idriche e il Pnrr è un’occasione imperdibile”. E continua: “Ambiente Mare Italia-Ami propone poi di individuare delle aree di rispetto in corrispondenza delle sorgenti e delle fonti di acqua. E’ urgente una mappatura di tutte le realtà produttive che si trovano nei pressi delle sorgenti di acqua al fine di prevenire ogni possibile impatto nocivo al nostro Oro blu”.

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