Una traversata a nuoto dello stretto di Messina per invitare tutti a diminuire il consumo di plastica. L’intervista a Carmelo Isgrò.

Oggi vi vogliamo portare nel mare dello stretto di Messina, dove domani Carmelo Isgrò, biologo, direttore e fondatore del MuMa-Museo del Mare di Milazzo, alle 8:20, partirà per la “traversata ecologica a nuoto dello Stretto di Messinacon tanta plastica usa e getta legata al suo corpo.

Impegnato da anni nella salvaguardia del mare e nelle attività di recupero di cetacei e tartarughe in difficoltà, nel 2017 Carmelò Isgrò ha effettuato da solo il recupero dello scheletro di un capodoglio di 10 tonnellate poi ribattezzato SISO, morto a causa di una rete illegale a largo delle isole Eolie e passato alla cronaca per la grande quantità di plastica trovata nel suo stomaco. Dopo averne ricostruito lo scheletro ha fondato il MuMa-Museo del Mare di Milazzo, sito nell’antico Castello di Milazzo. 

Carmelo oggi ha dedicato un po’ del suo prezioso tempo ad Ambiente Mare Italia, che domani lo seguirà nella sua avventura.

Carmelo, tanti pesci e tante tartarughe muoiono a causa dell’uomo e dell’uso che fa della plastica. Perché accade tutto questo? 

“Al momento attuale – risponde Carmelo Isgrò – utilizzare la plastica usa e getta è più conveniente in termini economici per le attività commerciali, come ad esempio i bar. Molti amici gestori di bar mi raccontano che un utilizzo esclusivo di stoviglie di vetro e ceramica comporterebbe per l’attività commerciale l’assunzione di più personale e che ad oggi i prodotti alternativi alla plastica monouso sono ancora molto costosi. In sintesi, l’uomo ancora oggi riconosce alla plastica monouso un valore economico, in termini di risparmio, sottovalutando di conseguenza il danno che un uso sconsiderato di plastica monouso può arrecare all’ambiente. Secondo la mia personale opinione il modo migliore per cambiare le cose è quello di intervenire con incentivi economici vantaggiosi per le realtà commerciali che scelgono di ridurre la plastica monouso e di ritornare anche indietro nel tempo, come facevano i nostri nonni, all’uso di stoviglie tradizionali non usa e getta. In più, sicuramente è importante sensibilizzare le famiglie e i giovani sui danni ambientali che un uso sconsiderato della plastica monouso arreca all’ambiente”.

Sappiamo che domani affronterai la traversata dello stretto  di Messina con tanta plastica attaccata al corpo. Quali i fini e il significato simbolico di questa iniziativa?

Con questa traversata, ci racconta Carmelo, voglio traghettare la plastica dal passato al futuro e far capire alle persone che quello della plastica è un problema che resta nel tempo, come una zavorra. Effettuerò la traversata in stile libero solo con occhialini e costume (niente muta, tubo, pinne o altri aiuti). Questo tratto di mare è famoso per le impetuose correnti che lo caratterizzano e tutto sarà reso piú difficile dalla plastica che mi rallenterà e appesantirà. La “zavorra” di plastica, che mi caricherò sul corpo, è la metafora del fardello che l’uomo si sta trascinando inquinando i mari. Un fardello che purtroppo lasceremo in eredità ai nostri  figli”.

Ambiente Mare Italia, che come sai è impegnata nella lotta alla plastica monouso e geolocalizza ogni iniziativa di riduzione dell’uso della plastica da parte di aziende, enti, Università e Istituzioni, ti seguirà in questa  iniziativa simbolica e spera di fare un percorso insieme. Condividi che associazioni e volontari devono unire le loro forze per vincere contro i grandi interessi dell’industria della plastica? 

L’unione è fondamentale per andare lontano nella lotta all’inquinamento ambientale“. E conclude “senza l’unione difficilmente si potrà vincere la battaglia contro alcuni poteri che hanno ancora interesse nell’utilizzo della plastica”.

Ringraziamo Carmelo Isgrò per averci raccontato il suo impegno nella tutela ambientale e nella riduzione della plastica monouso. 

Domani sulla pagina fb di Carmelo Isgrò sarà trasmessa in diretta la traversata. Anche noi di Ambiente Mare Italia seguiremo Carmelo e lo sosterremmo nella sua avventura per un mondo libero dalla plastica.

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