Quei vestiti sintetici che inquinano il pianeta. I suggerimenti di Ambiente Mare Italia per acquisti più sostenibili.

Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista PLOS ONE di Jenna Gavigan e colleghi dell‘Università della California a Santa Barbara, 176.500 tonnellate metriche di microfibre sintetiche, principalmente poliestere e nylon, vengono rilasciate ogni anno negli ambienti terrestri di tutto il mondo.

Si tratta di microfibre che vengono eliminate dagli indumenti durante il lavaggio e secondo gli studiosi “quando l’acqua di lavaggio diventa parte del flusso verso un impianto di trattamento delle acque reflue, le microfibre in essa contenute possono essere trattenute insieme ai fanghi biosolidi, che possono essere applicati ai terreni coltivati o interrati in discariche”.

  Al fine di comprendere meglio il fenomeno a livello globale, gli autori dello studio avrebbero raccolto i dati sulla produzione, consumo e rilascio di plastica a livello mondiale. A tali risultati sarebbero stati incorporati ulteriori dati sulle microfibre rilasciate durante il lavaggio sia a macchina che a mano, e sull’accumulo e la distribuzione di microfibre in impianti di trattamento delle acque reflue.

Lo studio, ripreso da Teleambiente, avrebbe dimostrato che circa 5,6 milioni di tonnellate di microfibre sintetiche sarebbero state rilasciate dal lavaggio degli indumenti tra il 1950, l’inizio dell’uso diffuso di fibre sintetiche e il 2016, metà delle quali negli ultimi 10 anni.

Per questo è importante porre attenzione alla sostenibilità di tutti nostri acquisti per il pianeta. Anche gli abiti che indossiamo possono produrre effetti negativi sull’ambiente, ai quali spesso non prestiamo la giusta attenzione.

Si seguito qualche suggerimento di Ambiente Mare Italia per l’acquisto di capi e indumenti più sostenibili:

Prima di procedere all’acquisto del capo di abbigliamento o dell’accessorio che desideri tanto indossare, verifica sempre sull’etichetta l’eventuale presenza di tessuti sintetici: Acrilico, Aramidiche (Kevlar e Nomex), Clorovinile, Modacrilico, Neoprene, Poliammide (Nylon), Poliestere, Polietilene, Polipropilene, Politetrafluoroetilene (Gore-tex) e Poliuretano (Elastam).

Le fibre sintetiche sono create chimicamente a partire dai derivati del petrolio. Spesso queste fibre risultano simili, per consistenza e prestazioni, a quelle naturali. Ecco perché è molto importante controllare sempre l’etichetta per evitare di cadere in errore. Si tratta di tessuti altamente infiammabili, che richiedono lavaggi frequenti e non biodegradabili, destinati quindi a inquinare l’ambiente anche per oltre 50 anni prima di decomporsi.

Infine, on line è possibile trovare diversi siti di e-commerce dedicati alla vendita di abiti confezionati con tessuti “bio” ed “eco”, realizzati con fibre tessili vegetali coltivate biologicamente, in maniera naturale (canapa e bamboo), provenienti da allevamenti biologici (lana) e con colori di origine vegetale o minerale.

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