I numeri della green economy in Italia. Il Rapporto GreenItaly 2023.

Nel 2022 l’Italia è stata leader nell’economia circolare con un avvio a riciclo sulla totalità dei rifiuti urbani e speciali dell’83,4%, secondo i dati della quattordicesima edizione del Rapporto GreenItaly realizzato dalla Fondazione Symbola e Unioncamere, pubblicato il 31 ottobre scorso.

Si tratta di un tasso di riciclo superiore di oltre 30 punti alla media UE (52,6%) e ben superiore a tutti gli altri grandi Paesi europei come Francia (64,4%), Germania (70%) e Spagna (59,8%). Nel corso del 2022 l’Italia ha approvato la Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, che definisce i seguenti obiettivi:

  • potenziare il mercato delle materie prime seconde (MPS), affinché siano più competitive rispetto alle materie prime vergini;
  • fissare i criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste);
  • estendere la responsabilità dei produttori e dei consumatori;
  • diffondere pratiche di condivisione e il principio del “prodotto come servizio”;
  • definire una roadmap di azioni e obiettivi per il raggiungimento della neutralità climatica fino al 2040.

 In merito all’impegno del sistema produttivo italiano nella transizione verde, nel quinquennio 2018-2022 sono state 510.830 le imprese che hanno effettuato eco-investimenti pari al 35,1% del totale ovvero più di una su tre.

Sotto il profilo dell’occupazione, alla fine dello scorso anno le figure professionali legate alla green economy rappresentavano il 13,9% degli occupati totali, 3.222 mila unità. Nel 2022 i contratti attivati di queste figure sono stati pari a 1.816.120, il 35,1% dei contratti totali previsti nell’anno (circa 5,2 mln), con un incremento di 215.660 unità rispetto alla precedente rilevazione.

Tra le aree aziendali più interessate sul totale delle attivazioni troviamo le aree di progettazione e sviluppo (incidenza 87%), logistica (81,7%) e marketing e comunicazione (79,2%). Sempre nel 2022, su un totale di quasi 5,2 milioni di contratti previsti nel mercato del lavoro, la richiesta di competenze e cultura green è stata ritenuta necessaria nell’81,1% dei casi, per circa 4,2 milioni di contratti.

Share:


News Correlate

NUCLEARE: LA NUOVA FRONTIERA DELL’ENERGIA? I PRO E I CONTRO DELLA PIU’ DISCUSSA FONTE DI ENERGIA

Sono decenni che la comunità internazionale si confronta e si scontra sulle nuove...

Una Toscana libera dalla plastica

I buoni propositi per diminuire la plastica in mare sono arrivati l’estate scorsa...

X