Microplastica: una minaccia per l’ambiente e la salute umana.

Ogni anno circa 42 mila tonnellate di microplastiche primarie finiscono nell’ambiente quando si utilizzano prodotti che le contengono e circa 176 mila tonnellate di microplastiche secondarie vengono rilasciate nelle acque superficiali europee quando pezzi di plastica più grandi si usurano, secondo l’European Chemical Agency (ECHA).

E’ ormai dimostrato come questo contaminante si trasferisca dall’acqua dolce alle radici delle piante acquatiche e ai crostacei che se ne cibano, con danni al patrimonio genetico di questi ultimi e all’intero ecosistema, secondo uno studio ENEA-Cnr pubblicato sulla rivista internazionale Water.

Un team di ricercatori ha immerso delle piante acquatiche galleggianti in acqua contaminata da microparticelle di polietilene (PE), tra le più comuni materie plastiche disperse nell’ambiente, e dopo 24 ore le ha trasferite in una vasca di crostacei d’acqua dolce simili a gamberetti, alimenti base di pesci come le trote.

“Questo studio mostra chiaramente, all’interno di un sistema controllato di laboratorio, i meccanismi attraverso i quali le microplastiche entrano e si trasferiscono all’interno della catena alimentare” – sottolinea Valentina Iannilli, ricercatrice ENEA del Laboratorio Biodiversità e servizi ecosistemici – Le piantine, infatti, hanno avuto il ruolo di ‘raccogliere’ e ‘trasferire’ queste particelle ai crostacei, fonte di cibo per i pesci che a loro volta accumulano microplastiche anche nei muscoli, che sono poi le parti che noi mangiamo”.

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