TARTARUGHE: SENTINELLE DELL’INQUINAMENTO DEL MAR ADRATICO.

Secondo un gruppo di studiosi dell’Università di Bologna “le tartarughe sono le sentinelle dell’inquinamento marino”. Tale affermazione è stata confermata dalle analisi sulle feci di 45 esemplari ospitati presso la Fondazione Cetacea di Riccione. 

Lo studio, ripreso dall’Agenzia Dire, è stato pubblicato sulla rivista “Frontiers of Marine Science”. Elena Biagi, ricercatrice al Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Alma Mater e prima autrice dello studio spiega che “gli esiti di questo studio sono una dimostrazione della pervasività dell’inquinamento da plastiche nell’ecosistema di un mare estremamente sfruttato come l’Adriatico”. E aggiunge “i detriti plastici originati da questi rifiuti entrano nella catena alimentare e possono essere ritrovati ad alte concentrazioni nelle feci di predatori apicali, come le tartarughe marine, con conseguenze negative per la loro salute, dovute anche a variazioni indotte nel loro microbiota intestinale”. 

Infatti,  spiegano gli scienziati che i detriti si accumulano nell’ultimo tratto dell’intestino e possono restarci anche alcune settimane prima di essere espulsi. Di conseguenza, queste microparticelle di rifiuti plastici possono non solo danneggiare  l’intestino degli esemplari marini, ma possono favorire anche l’assorbimento di composti chimici tossici. 

Questa ricerca è il segnale di quanto sia elevato il livello di inquinamento del Mar Adriatico. Lo conferma anche un recente studio di CURSA, il Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente.Il Mediterraneo, si legge sul sito del Consorzio, “è uno dei mari più colpiti dall’inquinamento da plastica e, in particolare, l’Adriatico, con circa 4.000 tonnellate di rifiuti l’anno immessi in mare attraverso l’apporto di 62 fiumi, risulta essere uno dei bacini più inquinati su scala mondiale”.

Il fiume Po rappresenterebbe, secondo gli studi, la principale fonte di marine litter per l’Adriatico. Il Po scaricherebbe circa 46,3 frammenti di macro rifiuti e 21.500 particelle di microplastiche al secondo nel Mare Adriatico per un totale di circa 120 tonnellate all’anno.

Non esiste un Pianeta BAmbiente Mare Italia invita non solo i cittadini, ma anche le aziende, le piccole e le medie imprese a fare il primo passo per liberare il mare dalla plastica. Un mare libero dalla plastica è un sogno possibile con l’aiuto di tutti.

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