Che la pandemia abbia cambiato le nostre abitudini è un dato di fatto, ma delle gravi conseguenze che il Coronavirus sta causando all’ambiente e all’ecosistema marino ce ne renderemo conto a breve.
Un esempio della grave situazione ambientale arriva proprio da una testimonianza di uno dei paesi più colpiti dall’inquinamento della plastica, il Sud -est asiatico.
A manifestare la sua preoccupazione è la campionessa di windsurf thailandese Amara Wichithong che in un’intervista rilasciata all’agenzia Reuters dichiara “temo che dopo la crisi, il mare si riempirà di immondizia, proprio come l’anno scorso e l’anno precedente. Finché noi, gli umani, non cambiamo i nostri comportamenti e non diventiamo consapevoli, non saremo mai in grado di conservare la natura”.
Secondo Amara, l’aumento esponenziale delle consegne di cibo a domicilio, cresciuto di un terzo in un mese in Thailandia a causa della pandemia, finirà per far crescerei i rifiuti di plastica nel mare.
Dopo grandi successi sportivi e importanti traguardi, la campionessa di windsurf, all’età di 57, ha cambiato i suoi obiettivi, mantenendo comunque la sua passione per il mare. Oggi infatti Amara continua a navigare con la sua tavola praticando il paddleboarding e durante l’attività sportiva, si reca nelle foreste di mangrovie con la sua tavola per raccogliere la plastica e altri rifiuti, per evitare che gli stessi vadano a finire nell’oceano.
Secondi i dati pubblicati sull’agenzia, a Bangkok nel mese di aprile i rifiuti in plastica sono aumentati del 62%. Si tratterebbe soprattutto di sacchetti e vaschette da asporto.
Amara e il suo team, con la loro maglietta con la scritta “I am a Trash Hero”, oltre a raccogliere la plastica, hanno realizzato, con parte degli scarti trovati, una rete in grado di intrappolare i rifiuti, lasciando dei passaggi aperti per i pesci. Amara racconta che negli ultimi cinque anni, l’inquinamento delle acque thailandesi è nettamente peggiorato. “Abbiamo visto tartarughe e altri animali marini morire a causa della plastica e ho sentito forte il dover di fare qualcosa”. Sulla pagina FB di Amara si possono vedere tante foto che raccontano il suo impegno nella tutela dell’ambiente sin da quando aveva 10 anni.